Le cinque colonne portanti della commedia all’italiana: Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Marcello MastroianniNino Manfredi, Ugo Tognazzi e
Attori geniali, che il cinema di oggi non produce. Sono attori straordinari, amati anche dai giovani.
La storia della commedia italiana è, per certi versi, la storia del nostro paese. Forse della migliore Italia, quella del “bel paese”, delle risate genuine. I primi film prodotti agli esordi della carriera dei Cinque Grandi, sono quelli del dopoguerra. Un cinema senza soldi, film “fatti in casa”, in cui l’unico aiuto era la genialità, senza computer e fotoritocchi, e l’unica scuola era il Teatro.
Gli anni ‘60 sono già tutt’altra cosa. Ugo Tognazzi partecipa a ben 7 film in nel solo 1960, sono gli anni di “A noi piace freddo..”, “Baccanali di Tiberio” con la regia di Simonelli, l’ideatore di “Franco e Ciccio”.
Alberto Sordi racconta l’Italia del traffico automobilistico e la parodia dei vigili urbani, con Il vigile, regìa di Luigi Zampa (nel ruolo di Otello Celletti). Mastroianni intanto esordiva con un film che resterà nella storia del cinema, La dolce vita di Federico Fellini (1960).
Nino Manfredi racconta invece la figura dell’impiegato tipo in L’impiegato, regìa di Gianni Puccin, allora la critica parlava di “equilibrio nella commedia”.
Il 1960 della commedia rappresenta degnamente il benessere del popolo italiano, nelle varie sfacettature.

