(Aprileonline.info 19/02/90) Il 7 marzo prossimo verrà presentata la lista della sinistra per le europee, composta, molto probabilmente, da Sd, Verdi, Mps ed Unire la Sinistra, mentre il confronto con i socialisti è ancora in corso. La Direzione Nazionale di Sinistra Democratica, ha precisato che non si tratterà di una lista-partito, ma di una coalizione coerente con il progetto unitario della Sinistra. In poche parole, vediamo cosa succede con le europee, mettiamo tutti d’accordo, e poi in autunno facciamo il “soggetto”. Un percorso a tappe, più cauto, insomma. I vertici nazionali dei Verdi, nell’ultima riunione ai primi di febbraio decisero di aderire alla lista con il simbolo dei Verdi ben visibile. Si delinea quindi una lista di difesa, con l’intento di raccogliere e radunare tutta la sinistra riformista. La sconfitta del PD in Sardegna, e le dimissioni di Veltroni, aprono nuovi orizzonti: ma in generale, siamo di fronte ad un processo di maturazione dei democratici. Un processo che porta alla stabilizzazione interna del partito, oggi diviso da mille correnti, e con profonde fratture su temi di importanza cruciale. Il superamento delle divisioni e la necessaria sintesi politica verranno trovati dal prossimo segretario: la pena del suo insuccesso costituirà il fallimento del progetto PD. Il percorso della Sinistra è un percorso parallelo a quello del PD, di cui è manifesta l’incapacità di essere contenitore rappresentativo del complesso universo della sinistra italiana riformista: non possono convivere i teodem con le istanze laiche dei socialisti, tanto per fare un esempio. Laicità, politiche sociali, questione morale, i grandi temi etici, la lotta alle disuguaglianze economiche e sociali, sono solo alcuni dei grandi punti su cui il Pd non riesce a fare sintesi, non riesce a portarsi sul terreno della sinistra. I temi e le battaglie ci sono e sono di importanza cruciale per il futuro del nostro paese, occorre renderli chiari, cristallini. Anche se i modi e i tempi della partecipazione politica sono cambiati già negli ultimi anni, questo nulla toglie alla necessità di creare un soggetto di ispirazione partitica. Il fallimento dell’iniziativa precedente è stato causato anche dal modo in cui si voleva arrivare al soggetto unitario: un processo di accorpamento, una sommatoria di classe dirigente, con l’intenzione di creare l’ennesimo partito-apparato, mentre nella società si chiedeva un cambiamento profondo soprattutto in questo senso. Occorrono dunque nuovi modelli, e nuove forme di partecipazione. Gli elettori facenti parte del cosiddetto “voto atteso”, come lo chiamano i politologi, vogliono decidere o avere strumenti di partecipazione e di pressione democratici. L’elezioni europee saranno l’ultima ancora di salvataggio della sinistra, la sua possibilità di rientrare nelle istituzioni, ma anche di essere ancora in vita, per questo dall’8 marzo, giorno dedicato a tutte le donne, dovrà iniziare un nuovo percorso che porterà alla costituzione di una lista formata da facce totalmente nuove, da un ricambio della classe dirigente e dalla parità di quote nelle liste.
Pubblicato su Aprileonline.info il 19 febbrabio 2009
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