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	<title>Sunfree - Libertà di pensiero e di parola</title>
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	<description>Appunti di pensiero di Andrea Cortese</description>
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		<title>Sunfree - Libertà di pensiero e di parola</title>
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		<title>No ad un partito-apparato della Sinistra</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 09:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[(Aprileonline.info 19/02/90) Il 7 marzo prossimo verrà presentata la lista della sinistra per le europee, composta, molto probabilmente, da Sd, Verdi, Mps ed Unire la Sinistra, mentre il confronto con i socialisti è ancora in corso.  La Direzione Nazionale di Sinistra Democratica, ha precisato che non si tratterà di una lista-partito, ma di una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sunfree.wordpress.com&blog=2382707&post=119&subd=sunfree&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>(Aprileonline.info 19/02/90) Il 7 marzo prossimo verrà presentata la lista della sinistra per le europee, composta, molto probabilmente, da Sd, Verdi, Mps ed Unire la Sinistra, mentre il confronto con i socialisti è ancora in corso.  La Direzione Nazionale di Sinistra Democratica, ha precisato che non si tratterà di una lista-partito, ma di una coalizione coerente con il progetto unitario della Sinistra.<span id="more-119"></span> In poche parole, vediamo cosa succede con le europee, mettiamo tutti d&#8217;accordo, e poi in autunno facciamo il &#8220;soggetto&#8221;. Un percorso a tappe, più cauto, insomma. I vertici nazionali dei Verdi, nell&#8217;ultima riunione ai primi di febbraio decisero di aderire alla lista con il simbolo dei Verdi ben visibile.  Si delinea quindi una lista di difesa, con l&#8217;intento di raccogliere e radunare tutta la sinistra riformista.  La sconfitta del PD in Sardegna, e le dimissioni di Veltroni, aprono nuovi orizzonti: ma in generale, siamo di fronte ad un processo di maturazione dei democratici. Un processo che porta alla stabilizzazione interna del partito, oggi diviso da mille correnti, e con profonde fratture su temi di importanza cruciale. Il superamento delle divisioni e la necessaria sintesi politica verranno trovati dal prossimo segretario: la pena del suo insuccesso costituirà il fallimento del progetto PD.  Il percorso della Sinistra è un percorso parallelo a quello del PD, di cui è manifesta l&#8217;incapacità di essere contenitore rappresentativo del complesso universo della sinistra italiana riformista: non possono convivere i teodem con le istanze laiche dei socialisti, tanto per fare un esempio.  Laicità, politiche sociali, questione morale, i grandi temi etici, la lotta alle disuguaglianze economiche e sociali, sono solo alcuni dei grandi punti su cui il Pd non riesce a fare sintesi, non riesce a portarsi sul terreno della sinistra. I temi e le battaglie ci sono e sono di importanza cruciale per il futuro del nostro paese, occorre renderli chiari, cristallini.  Anche se i modi e i tempi della partecipazione politica sono cambiati già negli ultimi anni, questo nulla toglie alla necessità di creare un soggetto di ispirazione partitica. Il fallimento dell&#8217;iniziativa precedente è stato causato anche dal modo in cui si voleva arrivare al soggetto unitario: un processo di accorpamento, una sommatoria di classe dirigente, con l&#8217;intenzione di creare l&#8217;ennesimo partito-apparato, mentre nella società si chiedeva un cambiamento profondo soprattutto in questo senso.  Occorrono dunque nuovi modelli, e nuove forme di partecipazione. Gli elettori facenti parte del cosiddetto &#8220;voto atteso&#8221;, come lo chiamano i politologi, vogliono decidere o avere strumenti di partecipazione e di pressione democratici.  L&#8217;elezioni europee saranno l&#8217;ultima ancora di salvataggio della sinistra, la sua possibilità di rientrare nelle istituzioni, ma anche di essere ancora in vita, per questo dall&#8217;8 marzo, giorno dedicato a tutte le donne, dovrà iniziare un nuovo percorso che porterà alla costituzione di una lista formata da facce totalmente nuove, da un ricambio della classe dirigente e dalla parità di quote nelle liste.</p>
<p><strong>Pubblicato su Aprileonline.info il 19 febbrabio 2009</strong></p>
<p><strong>(http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=11075)</strong></p>
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		<title>Don Giuseppe Diana</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 14:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Andrea Cortese &#8211; Il Seminario Vescovile, è situato nel  pieno centro cittadino di Aversa, a pochi passi da piazza Marconi; la facciata dell’edificio si presenta semplice ed essenziale, con un ampio portone d’ingresso. Nei primi anni 70, l’atmosfera che si respira nel seminario è chiusa, isolata: è possibile leggere qualche giornale sportivo, vedere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sunfree.wordpress.com&blog=2382707&post=115&subd=sunfree&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft size-full wp-image-114" style="margin-left:5px;margin-right:5px;" title="peppe_diana" src="http://sunfree.files.wordpress.com/2009/02/peppe_diana.jpg?w=157&#038;h=191" alt="peppe_diana" width="157" height="191" /><strong><em>di Andrea Cortese</em></strong> &#8211; Il Seminario Vescovile, è situato nel  pieno centro cittadino di Aversa, a pochi passi da piazza Marconi; la facciata dell’edificio si presenta semplice ed essenziale, con un ampio portone d’ingresso. Nei primi anni 70, l’atmosfera che si respira nel seminario è chiusa, isolata: è possibile leggere qualche giornale sportivo, vedere in tv una partita di calcio, ma il controllo sui seminaristi è costante.   <span id="more-115"></span>Il Paese vive una condizione di crisi e di forti contrasti: la “rivoluzione culturale“ del sessantotto ha lasciato una traccia profonda; il referendum sul divorzio del ‘74 cancella una legge, fortemente voluta dai cattolici, soli quattro anni prima. La Lira subisce una svalutazione del 12%. La Campania, è un territorio che non riesce ancora ad intraprendere un serio processo di modernizzazione, grazie agli interventi statali nascono i primi grandi poli industriali.  Giuseppe Diana, è un giovane studente del seminario, frequenta l’ultimo anno. Il 1976 è un anno importante, come tutti gli studenti italiani, dovrà affrontare l’esame di maturità. Giuseppe è uno studente volenteroso e capace, ed i risultati ci sono. Dopo la maturità, è ammesso alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, l’ambiente è rigido, forse troppo opprimente per lo spirito libero di Giuseppe, che decide di ritornare a Casal di Principe. Dopo un breve pausa di riflessione, continuerà gli studi teologici nel seminario di Posillipo, sede della Pontificia facoltà teologica dell&#8217;Italia Meridionale.  L’arresto del capo della Nuova Camorra Organizzata Raffaele Cutolo, l’assassinio del sindacalista Franco Imposimato, la fine dei clan Nuvoletta e Bardellino della Nuova Famiglia, l’uccisione del giornalista Giancarlo Siani e l’ascesa del clan dei Casalesi, caratterizzano negli anni ’80 in Campania, scrivendo nuove pagine alla storia della Camorra.  Si verificano due rilevanti cambiamenti: in primis, lo Stato prende finalmente coscienza del problema della criminalità organizzata. Al contempo, muta il rapporto che aveva scandito le relazioni tra Chiesa e Camorra, riassumibile in una solo vocabolo: indifferenza. In quanto, il Partito Comunista Italiano, ricopriva un ruolo di attore protagonista nella lotta alle mafie; dal canto suo, la Chiesa, pur di evitare qualsiasi tipo di appoggio ai comunisti, schivava il problema con qualche dimostrazione di dissenso.   In un’intervista rilasciata, nel 1994, a Repubblica Napoli, don Diana affermerà: &#8220;Ci sentiamo in qualche modo complici della demonizzazione perpetrata nei confronti della Sinistra. Da quei tempi molto è cambiato. Il ruolo della Chiesa qui, come nel resto del Mezzogiorno, è quantitativamente importante, qualitativamente invece è da recuperare. Oggi raccomandiamo ai cittadini di essere più attenti nelle scelte, individuando al di là di personalismi e favoritismi l&#8217; uomo giusto e pulito che possa veramente interpretare i bisogni della collettività&#8221;.    Quando il giovane don Giuseppe Diana, fa ritorno a Casale, per iniziare il servizio pastorale, il paese è profondamente scosso da omicidi e violenze. Il clan domina in un clima di omertà e paura: la locale stazione dei carabinieri di San Cipriano d’Aversa, un paese limitrofo, è presa d’assalto da parte di un gruppo di residenti, solo grazie all’intervento di alcuni boss fu evitato il peggio. La piccola rivolta, fu causata da un intervento dei militari nel tentativo di sedare una rissa.  29 giugno 1982. La Chiesa campana prende una posizione forte e decisa contro la Camorra, pubblica il documento “Per amore del mio popolo non tacerò”, una condanna senza termini nei confronti dei camorristi. Un duro colpo per l’organizzazione, a cui fa paura più la cultura e le coscienze, che la magistratura. “La violenza che, ormai da troppo tempo, si è scatenata e continua a imperversare nella nostra Regione –recita il documento &#8211; , non può non preoccupare noi Pastori, cui il Signore ha affidato le Chiese della Campania affinché in esse si attui il suo Regno di giustizia, di pace, di amore e di verità. La preoccupazione non si limita ai fatti di violenza, già di per se gravissimi, ma si fa dolore per la diffusione, le motivazioni e le conseguente del fenomeno della camorra: tanti giovani attirati nelle su spire”.  Il rombo del motore, rompe all’improvviso, il silenzio che domina le strade del paese, un corteo di auto sfrecciano a tutta velocità per i vicoli di Casale, le sterzate improvvise, provocano un forte frastuono, prodotto dall’attrito del pneumatico sull’asfalto liscio. Le finestre delle case si chiudono all&#8217;istante, si sentono una decina colpi sparati in aria. Non è la trama di un film di James Bond, ma il corteo armato dei Casalesi, per festeggiare lo sterminio del Clan dei Bardellino, avvenuto nell’estate del ’88.  Don Peppino, come veniva chiamato dai compaesani, si rimbocca le maniche, insieme alla comunità “sana” del paese organizza un dibattito pubblico: “Liberiamo il futuro”. La sala del Cinema “Faro” è gremita, si fa vivo il coraggio e la voglia di reagire, è l’inizio di un lento cambiamento. Ma per il giovane sacerdote, divenuto nel frattempo parroco della parrocchia di San Nicola di Bari, il cambiamento deve partire anche dai giovani: si impegna con il gruppo Scouts ed insegna religione all’Istituto “Volta” di Aversa. Andava in giro per Casale in jeans, di tanto in tanto fumava anche il suo sigaro preferito, nessuna maschera per Don Peppino, solo autenticità, condita dalla paure e dalle incertezze comuni a tutti gli esseri umani.  Il clima si fa teso, ora il “prete anticamorra”, come veniva chiamato dai giornali – definizione che lui non condivideva &#8211; da fastidio: è in prima linea sul fronte dell’antimafia, scuote le coscienze, organizza manifestazioni, gira per le scuole, rilascia interviste. Scritto, parola e testimonianza sono le armi che utilizza per combattere. E nel 1991, decide insieme ai parroci del territorio di Casal di Principe, di diffondere l’ormai celebre documento dal titolo “per amore del mio popolo”.  Nel documento, l’attacco alla camorra è diretto, “é una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana”. I camorristi “impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili”; sono dediti all’estorsione, impongono tangenti sui lavori edili che scoraggiano l’onesta imprenditoria. Gli “scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.”  C’è una precisa responsabilità politica, denuncia lo scritto, in quanto il disfacimento delle istituzioni ha consentito l’infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie il vuoto di potere dello stato, sostituendosi come uno stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale. L’incapacità dello Stato legale e l’inefficienza delle politiche sociali e occupazionali, “non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l’inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini”. “Le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l’Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una “ministerialità” di liberazione, di promozione umana e di servizio.” Il documento si conclude con un appello, rivolto anche ai parroci, di parlare “chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa”  “Per amore del mio popolo” si diffonde a macchia d’olio, dando vita ad un grande movimento, ma don Peppino ripeteva sempre che  “Non c&#8217; è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di fare delle scelte, di denunciare”. Renato Natale, già capogruppo del PCI in consiglio, diventa Sindaco di Casal di Principe con soli 32 voti di scarto, uno schiaffo senza precedenti ai casalesi. Don Diana è spiato, controllato, guardato a vista dagli uomini del clan, lui ne era cosciente, sapevano anche degli spostamenti più riservati, come delle convocazione da parte della Dia di Napoli.   La primavera è iniziata, e Don Peppino, come ogni mattina si appresta a celebrare la messa, è il 19 marzo, il giorno del suo onomastico, San Giuseppe. In chiesa ci sono poche persone, un uomo si reca dritto verso la sacrestia, si avvicina a Don Peppe con in mano una pistola calibro 7.65, e gli spara 5 colpi. “Don Peppe Diana era un camorrista”, così intitolava a caratteri cubitali il Corriere di Caserta, diretto all’epoca da Gianluigi Guarino. C’è poco da commentare, vi è solo il dovere di ricordare e condannare quel titolo.   Nel giorno dei funerali, migliaia e migliaia di persone riempirono le strade di Casal di Principe, i lenzuoli  bianchi ricoprivano i balconi, ecco la speranza di Don Peppe Diana.</p>
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		<title>Nasce Economia e politica: rivista indipendente di critica della politica economica</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 11:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel dicembre 2008 è nata una nuova rivista di politica economica: Economia e Politica.it. Si tratta di un progetto, in effetti giovane, a cui partecipano diversi docenti universitari, economisti, magistrati, sociologi e ricercatori. Segnalo questa rivista per due motivi in particolare: gli articoli sono scritti in modo chiaro pur affrontando temi di per sè complessi; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sunfree.wordpress.com&blog=2382707&post=111&subd=sunfree&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft" src="http://www.economiaepolitica.it/wp-content/themes/premiumnews-dev/images/logo.gif" alt="" width="208" height="49" />Nel dicembre 2008 è nata una nuova rivista di politica economica: <a href="http://www.economiaepolitica.it">Economia e Politica.it</a>. Si tratta di un progetto, in effetti giovane, a cui partecipano diversi docenti universitari, economisti, magistrati, sociologi e ricercatori. Segnalo questa rivista per due motivi in particolare: gli articoli sono scritti in modo chiaro pur affrontando temi di per sè complessi; e per il &#8220;manifesto costitutivo&#8221; che riporto di seguito.</p>
<p>Un passaggio da sottolienare: &#8220;<em>&#8230; Accade così che in campo editoriale si giunge a giudicare come “leggi naturali dell’economia” i risultati di presunte analisi “neutrali”, che in realtà poggiano su assunti arbitrari e si avvalgono di verifiche empiriche contraddittorie</em>.</p>
<p>Qualcuno ha scritto che si tratta di una bella sfida tra le due riviste online: neokeynesiani vs neoliberisti &#8211; “Economia e politica” sfida “Lavoce.info”. Vedremo.</p>
<p>Dal punto di vista del design e navigabilità, “Economia e politica” usa la stessa piattaforma del mio blog: WordPress, inoltre, la grafica e fluida, leggere, ideale per leggere. Quindi complimenti.</p>
<p>Un consiglio: i video. Utilizzateli. Un metodo molto semplice è quello di utilizzare le webcam degli stessi collaboratori.</p>
<p>Per il momento evviva “Economia e politica” e tanti auguri di buon lavoro</p>
<p><span id="more-111"></span></p>
<p><em>Economia e politica è una rivista indipendente di critica della politica economica, costituita nel dicembre 2008. La rivista si propone di offrire ai media e al grande pubblico un punto di vista alternativo sulle più importanti decisioni politico-economiche che si sono imposte in questi anni, in Italia e nel resto del mondo: privatizzazioni e deregolamentazioni, aumento della flessibilità del mercato del lavoro, politiche monetarie e di bilancio restrittive, contrazione dello stato sociale, e molte altre. Troppo spesso queste scelte vengono esaminate dai media in modo acritico e superficiale. Generalmente, i reali vantaggi e gli svantaggi di tali politiche non vengono adeguatamente pesati, e gli interessi sottesi ad esse non vengono posti in luce.<br />
Passa così, nell’opinione comune, l’idea secondo cui la riduzione delle tutele contro i licenziamenti riduce la disoccupazione, o il convincimento che le privatizzazioni garantiscono un sicuro miglioramento del benessere collettivo, oppure ancora la certezza che il deficit pubblico rappresenti di per sé un male da sconfiggere. Si tratta di asserzioni prive di un adeguato supporto scientifico: su di esse, e su molti altri luoghi comuni, numerosi e autorevoli studiosi hanno sollevato forti dubbi, elaborando ricerche che hanno condotto a risultati spesso opposti a quelli solitamente presunti nel dibattito politico. Eppure questo il grande pubblico non viene quasi mai a saperlo.<br />
Accade così che in campo editoriale si giunge a giudicare come “leggi naturali dell’economia” i risultati di presunte analisi “neutrali”, che in realtà poggiano su assunti arbitrari e si avvalgono di verifiche empiriche contraddittorie. La rivista on-line Economia e politica nasce con l’intento di contribuire a un rilancio delle forze progressiste del Paese. Naturalmente, una svolta negli indirizzi politici nazionali potrà derivare solo da una complessa congerie di circostanze, tra le quali risulterà probabilmente decisivo il rafforzamento del mondo del lavoro sul piano sia sindacale che politico.</em></p>
<p><em><br />
Tuttavia, riteniamo che un contributo non trascurabile possa derivare anche dall’azione coordinata degli economisti critici, che permetta ai lettori di esaminare in modo più smaliziato le scelte di politica economica dei nostri tempi e magari di andare a fondo nell’analisi strutturale degli interessi che le determinano. Proveremo così a gettare uno sguardo nuovo, critico e scientificosui grandi temi dello sviluppo capitalistico e della distribuzione della ricchezza prodotta, delle condizioni del lavoro, della questione di genere, dell’ambiente, dei mercati finanziari internazionali. E cercheremo di presentare queste complesse tematiche facendo attenzione a contemperare la duplice esigenza dell’approfondimento scientifico da un lato e della chiarezza e accessibilità del linguaggio dall’altro.<br />
Il premio per questi nostri sforzi sarà il gradimento dei lettori, la loro partecipazione, il loro stimolo continuo a migliorarci per affinare sempre di più il pungolo della nostra analisi e della nostra critica.</em></p>
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		<title>Contingenza e necessità nella ragione politica moderna</title>
		<link>http://sunfree.wordpress.com/2009/01/19/contingenza-e-necessita-nella-ragione-politica-moderna/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 12:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Materiali d'autore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sunfree.wordpress.com/?p=108</guid>
		<description><![CDATA[Un libro da leggere:
Contingenza e necessità nella ragione politica moderna di  Carlo Galli
L’ordine politico moderno e la ragione che lo immagina e lo costruisce: fra correnti di pensiero, autori, grandi libri, Carlo Galli interpreta le principali riflessioni sulla politica svolte da autori cardine della modernità.
http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842088349
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sunfree.wordpress.com&blog=2382707&post=108&subd=sunfree&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Un libro da leggere:</p>
<p><strong>Contingenza e necessità nella ragione politica moderna</strong> di <span class="autore"><strong> <a href="http://www.laterza.it/scheda-autore.asp?id_autore=2075&amp;pr="><strong>Carlo Galli</strong></a></strong></span></p>
<p>L’ordine politico moderno e la ragione che lo immagina e lo costruisce: fra correnti di pensiero, autori, grandi libri, Carlo Galli interpreta le principali riflessioni sulla politica svolte da autori cardine della modernità.</p>
<p>http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842088349</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sunfree.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sunfree.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sunfree.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sunfree.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sunfree.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sunfree.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sunfree.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sunfree.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sunfree.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sunfree.wordpress.com/108/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sunfree.wordpress.com&blog=2382707&post=108&subd=sunfree&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Andrea Cortese</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Appunti su l’uomo politico ed il concetto di politica di Antonio Gramsci</title>
		<link>http://sunfree.wordpress.com/2008/12/02/appunti-uomo-politico-concetto-politica-antonio-gramsci/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 13:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Materiali d'autore]]></category>

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		<description><![CDATA[La politica ne ha tante di definizioni &#8211; e sono numerosi gli scienziati della politica che ne hanno date di definizioni &#8211; e gli attori dello stesso sistema politico (come i partiti), altrettanto.
Tralasciando le correnti dottrinali della politologia sul concetto di politica, che vedono il concetto di conflitto (Schmitt), e la risoluzione dello stesso, un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sunfree.wordpress.com&blog=2382707&post=96&subd=sunfree&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://sunfree.files.wordpress.com/2008/12/antonio-gramsci.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-97" title="antonio-gramsci" src="http://sunfree.files.wordpress.com/2008/12/antonio-gramsci.png?w=211&#038;h=300" alt="antonio-gramsci" width="211" height="300" /></a>La politica ne ha tante di definizioni &#8211; e sono numerosi gli scienziati della politica che ne hanno date di definizioni &#8211; e gli attori dello stesso sistema politico (come i partiti), altrettanto.</p>
<p class="MsoNormal">Tralasciando le correnti dottrinali della politologia sul concetto di politica, che vedono il concetto di conflitto (Schmitt), e la risoluzione dello stesso, un ruolo centrale nella definizione, concentriamoci sul pensiero di Gramsci</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Si tratta di una delle definizioni che più affascinano, e che oggi sono etichettate come la “visione romantica” dell’agire dell’uomo in politica:“<em>il politico in atto è un creatore, un suscitatore, ma non crea dal nulla, né si muove nel vuoto torbido dei suoi desideri e sogni … Applicare la volontà – scrive Gramsci – alla creazione di un nuovo equilibrio delle forze realmente esistenti e operanti, fondandosi su quella determinata forza che si ritiene progressiva”.</em><span id="more-96"></span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Quindi per il fondatore del PCI, il politico è dapprima uno studioso della realtà, dell’ambiente politico e sociale, approfondisce la storia, l’economia. Il politico gramsciano deve avere il coraggio dell’utopia, ma non l’utopia delle mete irrealizzabili, ma quella “utopia strategia” delle impossibilità relative, cioè quello che è impossibile, è solo dipendente da.</p>
<p class="MsoNormal">Gramsci, anche nei suoi quaderni scrive molto del concetto di politica, critica la riduzione del Croce alla politica come passione. Croce, secondo Gramsci, riduce l’atto politico all’attività dei singoli capipartito, che per soddisfare la loro passione si costruiscono, nei partiti, gli strumenti adatti al trionfo. “Ma tutto ciò – commenta Gramsci – non spiega nulla”. <em>I partiti sono sempre esisti, permanentemente, anche se con altre forme ed altri nomi, ed una passione permanente è un controsenso, ed ancor di più è sempre esistita una organizzazione permanentemente militare, la quale educa a compiere a sangue freddo, senza passione l’atto pratico più stremo, l’uccisone di altri uomini che sono singolarmente odiati dai singoli ecc…</em></p>
<p class="MsoNormal"><em>La volontà politica deve avere qualche altra molla oltre la passione, una molla di carattere anche’essa permanente, ordinata, disciplinata. Non è detto che la lotta politica, come la lotta militare, si risolvano sempre sanguinosamente, con sacrifizi personali che che giungono fino al sacrifizio estremo della vita.</em></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Qui il concetto di politica, come concetto di conflitto ritorna, il conflitto come un evento probabile ma non impossibile</p>
<p class="MsoNormal"><em>La diplomazia è appunto quella forma di lotta politica internazionel senza spargimento di sangue, senza guerra. Il solo paragone astratto tra forze militari e politiche di due stati rivali, convince il più debole a fare delle concessioni. Ecco un caso di passione ammaestrata e ragionevole. Nel caso dei capi e dei gregari, avviene che i capi e i gruppi dirigenti suscitano le passioni delle folle artatamente e le conducono alla lotta e alla guerra, ma in questo caso non la passione è causa e sostanza della politica ma la condotta dei capi che si mantengono freddamente ragionatori… </em></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sunfree.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sunfree.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sunfree.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sunfree.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sunfree.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sunfree.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sunfree.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sunfree.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sunfree.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sunfree.wordpress.com/96/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sunfree.wordpress.com&blog=2382707&post=96&subd=sunfree&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Andrea Cortese</media:title>
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			<media:title type="html">antonio-gramsci</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Nulla in questo Paese è impossibile. Il discorso di Barack Obama.</title>
		<link>http://sunfree.wordpress.com/2008/11/05/nulla-in-questo-paese-e-impossibile-il-discorso-di-barack-obama/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 23:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Materiali d'autore]]></category>

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		<description><![CDATA[

La svolta è storica. L&#8217;America cambia colore.  Nulla in questo paese è impossibile. Barack Obama è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America. Obama si è distinto per preparazione, chiarezza di idee, ed oratio.
Ed è da quest&#8217;ultima qualità che prendiamo spunto per capire i segreti della grande dote di oratore dell&#8217;ex-senatore dell&#8217;Illinois: i suoli discorsi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sunfree.wordpress.com&blog=2382707&post=90&subd=sunfree&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="size-full wp-image-93 alignnone" title="Barack Obama" src="http://sunfree.files.wordpress.com/2008/11/senza-nome-21.jpg?w=500&#038;h=395" alt="senza-nome-21" width="500" height="395" /></p>
<p><span id="more-90"></span></p>
<p>La svolta è storica. L&#8217;America cambia colore.  Nulla in questo paese è impossibile. Barack Obama è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America. Obama si è distinto per preparazione, chiarezza di idee, ed oratio.</p>
<p>Ed è da quest&#8217;ultima qualità che prendiamo spunto per capire i segreti della grande dote di oratore dell&#8217;ex-senatore dell&#8217;Illinois: i suoli discorsi sono conditi perfettamente dai 5 elementi dell&#8217;antica arte romana del saper parlare in pubblico: inventio, <span>dispositio,</span><span> </span>elocutio,<span> </span>actio e<span> </span><span>memoria.<!--more--></span></p>
<p><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0 14   false false false         MicrosoftInternetExplorer4  &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;   &lt;![endif]--><!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:1627421319 -2147483648 8 0 66047 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-language:IT;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --><!--[if gte mso 10]&gt; &lt;!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} --> <!--[endif]--><em><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">INVENTIO</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;"> è la ricerca degli argomenti più idonei per il proprio discorso, la </span><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;"><strong>DISPOSITIO</strong></span><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;"> significa ordinare o disporre i termini, gli argomenti in modo appropriato.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;"> L</span> <strong><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">&#8216; ELOCUTIO</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;"> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">si occupa di dar corpo alle idee con espressioni linguistiche adeguate e ricercate. Tramite l’utilizzo ad esempio di giochi di parola. </span></em><!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:1627421319 -2147483648 8 0 66047 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-language:IT;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --><!--[if gte mso 10]&gt; &lt;!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} --><!--[endif]--></p>
<p><em><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">La quarta fase dell&#8217;arte oratoria è l&#8217;<strong>ACTIO</strong>, che insegna che le parole devono essere accompagnate dai gesti appropriati e da una buona dizione. </span><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">MEMORIA</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">, quando si parla in pubblico è possibile utilizzare degli appunti come promemoria ma è assolutamente fuori luogo leggerli, altrimenti l&#8217;esposizione può diventare estremamente noiosa. La relazione può essere estremamente sgradevole se il tutto è imparato a memoria, perché diventa monotono e privo di tono</span></em><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0 14   false false false         MicrosoftInternetExplorer4  &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;   &lt;![endif]--><!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:1627421319 -2147483648 8 0 66047 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-language:IT;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --><!--[if gte mso 10]&gt; &lt;!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} --> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Prendiamo l&#8217;ultimo discorso di Barack:</span></em></p>
<p class="MsoNormal">
<p>Ciao, Chicago!<br />
Se là fuori c&#8217;è ancora qualcuno che dubita che<em> l&#8217;America sia un luogo dove tutto è possibile</em> , che ancora si chiede se <em>il sogno dei nostri Fondatori sia vivo nella nostra epoca,</em> che ancora mette in dubbio la forza della nostra democrazia, questa notte è la vostra risposta.</p>
<p><strong></strong>È la risposta data dalle file di elettori che si estendevano intorno alle scuole e alle chiese, file mai viste prima da questa nazione, è la risposta che hanno dato le persone che hanno aspettato tre, quattro ore, molti per la prima volta in vita loro, perché erano convinti che questa volta doveva essere diverso, che la loro voce poteva fare la differenza.</p>
<p>È la risposta pronunciata da giovani e vecchi, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, gay, etero, disabili e non disabili: americani che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati semplicemente un insieme di individui o un insieme di Stati rossi [Repubblicani] e Stati blu [Democratici]: noi siamo e saremo sempre gli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p>È la risposta che ha spinto quelli che per tanto tempo, da tanta gente, si sono sentiti dire che dovevano essere cinici, spaventati, scettici su quello che possiamo fare, sulla possibilità di mettere le mani sul corso della storia e piegarlo in direzione della speranza di un giorno migliore. Ci ha messo molto ad arrivare, ma questa notte, grazie a quello che abbiamo fatto in questa giornata, in queste elezioni, in questo momento storico, il cambiamento è arrivato in America.</p>
<p>Poco fa ho ricevuto una telefonata estremamente gentile da parte del senatore McCain. Il senatore McCain si è battuto a lungo e con convinzione in questa campagna, e ha combattuto ancora più a lungo e con ancora più convinzione per il paese che ama. Ha sopportato sacrifici per l&#8217;America che la maggior parte di noi non riesce neppure lontanamente a immaginare. Tutti abbiamo beneficiato dei servizi resi da questo leader valoroso e altruista. Gli faccio le mie congratulazioni, faccio le mie congratulazioni alla governatrice Palin per tutto quello che hanno saputo fare, e spero veramente di poter lavorare insieme a loro nei mesi a venire per rinnovare le promesse di questa nazione.</p>
<p>Voglio ringraziare il mio compagno di viaggio in questa avventura, un uomo che si è impegnato nella campagna con tutto il suo cuore e ha dato voce agli uomini e alle donne con cui è cresciuto nelle strade di Scranton e con cui ha affrontato il viaggio sul treno verso casa in Delaware, il vicepresidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden.<br />
E non sarei qui stanotte senza l&#8217;incrollabile supporto di quella che è stata la mia migliore amica negli ultimi 16 anni, la roccia della nostra famiglia, l&#8217;amore della mia vita, la prossima first lady della nazione, Michelle Obama.</p>
<p>Sasha e Malia, vi amo tutte e due, più di quanto possiate immaginare, e vi siete guadagnate il nuovo cucciolo che verrà con noi alla Casa Bianca.<br />
E anche se non è più con noi, so che mia nonna sta guardando, e con lei la mia famiglia, che mi ha reso quello che sono. Sento la loro mancanza stanotte, e so che il debito verso di loro è incommensurabile.<br />
A mia sorella Maya, a mia sorella Auma, a tutti i miei fratelli e sorelle, grazie mille per il sostegno che mi avete dato. Vi sono grato.</p>
<p>E al direttore del mio staff elettorale, David Plouffe, l&#8217;eroe ignoto di questa campagna, che ha saputo costruire quella che credo sia stata la migliore campagna elettorale nella storia degli Stati Uniti d&#8217;America, al responsabile della strategia, David Axelrod, che è stato accanto a me per ogni passo di questo cammino, al migliore team elettorale mai messo insieme nella storia della politica: voi avete reso possibile tutto questo e io vi sarò per sempre grato per quello che avete sacrificato per riuscirci.<br />
Ma soprattutto non dimenticherò mai a chi appartiene veramente questa vittoria. Appartiene a voi. Appartiene a voi.</p>
<p>Non sono mai stato il candidato più probabile per questo incarico. Quando abbiamo cominciato avevamo pochi soldi e pochi appoggi. La nostra campagna non è stata architettata nei corridoi di Washington: è partita dai cortili di Des Moines, dai salotti di Concord, dalle verande di Charleston. È stata costruita da lavoratori e lavoratrici che hanno attinto ai loro magri risparmi per versare 5, 10, 20 dollari per la causa. È diventata forte grazie ai giovani che hanno rigettato il mito dell&#8217;apatia della loro generazione, che hanno lasciato le loro case e le loro famiglie per fare lavori che promettevano pochi soldi e poche ore di sonno. Ha attinto forza da quelle persone non più così giovani che hanno sfidato il freddo pungente e il caldo soffocante per andare a bussare alla porta di perfetti estranei, e da quei milioni di americani che hanno lavorato come volontari e hanno coordinato, e che hanno dimostrato, più di due secoli dopo, che un governo del popolo, dal popolo e per il popolo è ancora possibile. Questa è la vostra vittoria.</p>
<p><strong></strong><strong><br />
</strong></p>
<p>Io so che non avete fatto tutto questo solo per vincere un&#8217;elezione, e so che non lo avete fatto per me. Lo avete fatto perché siete consapevoli dell&#8217;enormità del compito che abbiamo davanti. Perché anche se stanotte festeggiamo, siamo consapevoli che sfide che ci aspettano saranno le più impegnative della nostra vita:<em> due guerre, un pianeta in pericolo, la peggiore crisi finanziaria da un secolo a questa parte. </em><strong></strong> Anche mentre stiamo qui stanotte, sappiamo che ci sono americani coraggiosi che percorrono i deserti dell&#8217;Iraq e le montagne dell&#8217;Afghanistan rischiando la loro vita per noi. Ci sono madri e padri che rimangono svegli dopo che i loro figli sono andati a dormire e si domandano come riusciranno a rimborsare il mutuo, a pagare i conti dei medici o a risparmiare abbastanza per poter mandare i figli all&#8217;università.</p>
<p>Ci sono nuove energie da radunare, nuovi posti di lavoro da creare, nuove scuole da costruire e minacce da affrontare, alleanze da risanare.<br />
La strada che ci aspetta sarà lunga. La pendenza sarà ripida. Forse non ci arriveremo in un anno e nemmeno nell&#8217;arco di un mandato, ma, America, io non sono mai stato tanto fiducioso come questa notte che ci arriveremo. Ve lo prometto: noi, come popolo, ci arriveremo.<br />
Ci saranno ostacoli e false partenze. Molti non concorderanno con tutte le decisioni che prenderò come presidente, e sappiamo che il governo non può risolvere ogni problema. Ma io sarò sempre sincero con voi sulle sfide che dovremo affrontare. Vi starò a sentire, specialmente quando non saremo d&#8217;accordo. E soprattutto vi chiederò di prendere parte all&#8217;opera di ricostruzione di questa nazione nell&#8217;unico modo che l&#8217;America abbia mai conosciuto nei suoi 221 anni di storia: una casa sull&#8217;altra, un mattone sull&#8217;altro, una mano incallita dalla fatica sull&#8217;altra.</p>
<p>Quello che è cominciato 21 mesi fa in pieno inverno non può finire in questa notte d&#8217;autunno. Questa vittoria da sola non rappresenta il cambiamento che cerchiamo: è soltanto l&#8217;occasione per noi di realizzare quel cambiamento.<br />
E questo non accadrà se torneremo a com&#8217;erano le cose un tempo. Non accadrà senza di voi, senza un nuovo spirito di servizio, un nuovo spirito di sacrificio. E allora creiamo un nuovo spirito di patriottismo, di responsabilità, dove ognuno di noi decide di buttarsi nella mischia e impegnarsi di più, e di occuparci non solo di noi stessi ma gli uni degli altri.</p>
<p>Ricordiamoci che se questa <strong>crisi finanziaria</strong> ci ha insegnato qualcosa, questo qualcosa è che Wall Street, la grande finanza, non può prosperare se Main Street, l&#8217;uomo della strada, patisce. In questo paese, ci alziamo o cadiamo come un&#8217;unica nazione: come un unico popolo.<br />
Resistiamo alla tentazione di ricadere nella vecchia faziosità, meschineria e immaturità che avvelena da così tanto tempo la nostra vita politica. Ricordiamo che fu un uomo di questo Stato il primo a portare il Partito repubblicano alla Casa Bianca, un partito fondato sui valori della fiducia nei propri mezzi, della libertà individuale e dell&#8217;unità nazionale. Questi sono valori che tutti condividiamo. E se questa notte il Partito democratico ha riportato una grande vittoria, lo facciamo con una parte di umiltà e con la determinazione a sanare le fratture che hanno ostacolato il nostro progresso.</p>
<p>Come disse Lincoln a una nazione molto più divisa della nostra: «Noi non siamo nemici, ma amici: la passione può aver messo a dura prova i nostri legami, ma non deve spezzarli». E a quegli americani di cui ancora devo conquistarmi il sostegno dico: stanotte non ho conquistato il vostro voto, ma ascolto la vostra voce, ho bisogno del vostro aiuto e sarò anche il vostro presidente.<br />
E a tutti coloro che stanotte ci stanno guardando da altri paesi, da regge e parlamenti fino a coloro che stanno stretti intorno a una radio negli angoli più dimenticati del pianeta, dico: le nostre storie sono individuali, ma il nostro destino è comune e una nuova alba di leadership americana è a portata di mano. A coloro che vorrebbero distruggere il mondo dico: noi vi sconfiggeremo. A coloro che cercano pace e sicurezza dico: noi vi sosterremo. E a tutti coloro che si sono chiesti se il faro dell&#8217;America splende ancora come un tempo dico: questa notte vi abbiamo dimostrato una volta di più che la vera forza della nostra nazione non nasce dalla potenza delle nostre armi o dalla protata della nostra ricchezza, ma dalla forza costante dei nostri ideali: democrazia, libertà, opportunità e invincibile speranza.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align:left;">Questo è il vero talento dell&#8217;America, il fatto che l&#8217;America può cambiare. La nostra unione può essere perfezionata. E quello che abbiamo già ottenuto ci dà speranza per quello che possiamo e dobbiamo ottenere domani.<br />
In queste elezioni ci sono state molte novità assolute e molte storie che verranno raccontate per generazioni e generazioni. Ma una storia che ho in mente stanotte è quella di una donna che è andata a votare ad Atlanta. Assomiglia in tutto e per tutto ai milioni di altri individui che si sono messi in fila per far sentire la loro voce in queste elezioni, tranne che per un aspetto: Ann Nixon Cooper ha 106 anni.</p>
<p>Ann Nixon Cooper è nata appena una generazione dopo la fine della <strong>schiavitù</strong>: un&#8217;epoca in cui non c&#8217;erano macchine per le strade o aerei nei cieli; un&#8217;epoca in cui una come lei non poteva votare per due ragioni, perché era una donna e per il colore della sua pelle. E questa notte penso a tutto quello che ha visto nel corso del secolo che ha vissuto in America: l&#8217;angoscia e la speranza, la lotta e il progresso, i tempi in cui ci dicevano che non potevamo farcela e le persone che hanno tirato avanti fondandosi su quella professione di fede americana: «Sì, possiamo farcela».<br />
In un&#8217;epoca in cui la voce delle donne veniva messa a tacere e le loro speranze venivano ignorate, Ann Nixon Cooper è vissuta per vedere le donne battersi per i propri diritti, far sentire la propria voce e ottenere il voto. Sì, possiamo farcela.</p>
<p>Quando c&#8217;era disperazione nella regione delle Grandi Pianure e tutto il paese era attraversato dalla depressione, abbiamo visto una nazione sconfiggere la paura stessa con un New Deal, un nuovo patto, con nuovi posti di lavoro e un nuovo sentimento di uno scopo comune. Sì, possiamo farcela.<br />
Quando le bombe sono cadute nella nostra baia e la tirannia ha minacciato il mondo, Ann Nixon Cooper era lì a testimoniare come una generazione riuscì ad assurgere alla grandezza e a salvare la democrazia. Sì, possiamo farcela.<br />
Ann Nixon Cooper era lì per gli autobus a Montgomery, per gli idranti a Birgmingham, per il ponte di Selma e per un predicatore di Atlanta che diceva alla gente &#8220;We shall overcome&#8221;, noi vinceremo. Sì, possiamo farcela.</p>
<p><strong>Un uomo è atterrato sulla Luna, un muro è crollato a Berlino, un mondo è stato collegato dalla nostra scienza e dalla nostra immaginazione</strong>. E quest&#8217;anno, in queste elezioni, Ann Nixon Cooper ha messo un dito su uno schermo e ha votato, perché dopo 106 anni in America, attraverso i momenti migliori e le ore più cupe, lei sa che l&#8217;America può cambiare.<br />
Sì, possiamo farcela.</p>
<p>Americani, abbiamo fatto tanta strada. Abbiamo visto tante cose. Ma c&#8217;è ancora moltissimo da fare. Perciò questa notte domandiamoci: se i nostri figli dovessero vivere tanto da vedere il prossimo secolo, se le mie figlie dovessero essere tanto fortunate da vivere tanto a lungo quanto Ann Nixon Cooper, quale cambiamento vedranno? Quali progressi avremo realizzato?</p>
<p>Questa è la nostra occasione per rispondere a questo appello. Questo è il nostro momento. Questa è la nostra epoca: per rimettere la nostra gente al lavoro e aprire porte di opportunità per i nostri bambini; per riportare la prosperità e promuovere la causa della pace; per rivendicare il sogno americano e riaffermare quella verità fondamentale, che da molti siamo uno; che finché avremo vita avremo speranza: e quando ci troveremo di fronte al cinismo e al dubbio, e a quelli che ci dicono che non ce la possiamo fare, noi risponderemo con quella professione di fede immortale che riassume lo spirito di un popolo: sì, possiamo farcela.<br />
Grazie. Dio vi benedica. E che Dio benedica gli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
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			<media:title type="html">Andrea Cortese</media:title>
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			<media:title type="html">Barack Obama</media:title>
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		<title>Biografia di Ferruccio Parri. Il nuovo eroe mazziniano</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 14:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardo Parri. Come il suo viso fine, pallido incorniciato da una barba di venti giorni, spira nobiltà. Parri è la mia seconda coscienza, il mio fratello maggiore. Se la prigione non mi avesse dato altro, la sua melanconica amicizia mi basterebbe. Questi uomini alti e puri sono tristi, terribilmente tristi e solitari. Scherzano, ridono, amano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sunfree.wordpress.com&blog=2382707&post=84&subd=sunfree&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal"><a href="http://sunfree.files.wordpress.com/2008/10/ferruccio-parri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-86" style="border:0 none;margin-left:5px;margin-right:5px;" title="ferruccio-parri" src="http://sunfree.files.wordpress.com/2008/10/ferruccio-parri.jpg?w=181&#038;h=169" alt="" width="181" height="169" /></a><em><span style="font-family:Verdana;">Guardo Parri. Come il suo viso fine, pallido incorniciato da una barba di venti giorni, spira nobiltà. Parri è la mia seconda coscienza, il mio fratello maggiore. Se la prigione non mi avesse dato altro, la sua melanconica amicizia mi basterebbe. Questi uomini alti e puri sono tristi, terribilmente tristi e solitari. Scherzano, ridono, amano come tutti gli altri. Ma c’è nel fondo del loro essere una tragica disperazione una specie di disperazione cosmica. Fino alla conoscenza di Parri, l’eroe mazziniano mi era apparso astratto e retorico. Ora melo vedo steso vicino, con tutto il dolore del mondo ma anche tutta la morale energia del mondo, incisa sul volto (Fuga in quattro tempi, Almanacco Socialista, 1931)</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-84"></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Una profonda descrizione quella di <a href="http://sunfree.wordpress.com/2007/04/07/carlo-rosselli-biografia-di-v-mosca-e-c-ceresa/"><strong>Carlo Rosselli</strong></a> del “fratello maggiore” Ferruccio Parri. Nasce a Pinerolo, in Piemonte, la stessa città che diede i natali a Luigi Facta. Dopo la  Laurea in Lettere inizia la professione di insegnante e giornalista al Corriere della Sera, erano gli anni dell’apice del fascismo: il giornale aderisce al movimento di Mussolini. Parri rifiuta la tessera del Partito Fascista, obbligatoria per continuare ad insegnare. Costretto, quindi a lasciare entrambe le professioni, viene accusato di attività antifascista e condannato dal Tribunale Speriale al confino. Nel ’26 aderisce a <strong>Giustizia e Libertà</strong>, partecipando all’espatrio clandestino di Filippo Turati. </span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Dopo l’armistizio di Cassibile, che sancì la resa dell’Italia, Parri si unisce ai primi gruppi di resistenza, e si mise alla guida del <strong>Partito d’Azione</strong>. Con la riorganizzazione dei partigiani fu nominato rappresentante <strong>Comitato di Liberazione Nazionale dell&#8217;Alta Italia</strong> e successivamente Vice <strong>Comandante del Corpo Volontari per la libertà</strong>, il braccio armato del CLN.</span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Arrestato in un agguato fu successivamente liberato con la mediazione degli americani. Dopo il 25 Aprile Parri rientrò a Milano come rappresentante del Partito d’Azione. In Italia vigeva il cosiddetto il <strong>Periodo costituzionale transitorio</strong>, come viene chiamato dai costituzionalisti.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Con la fine del II governo Badoglio, che durò 45 giorni, il 9 giugno del ’44 venne affidato l’incarico di creare un nuovo governo a Ivanoe Bonomi, il cui esecutivo rimase in carica fino a novembre dello stesso anno (Bonomi II)</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Il terzo governo Bonomi, che a differenza del precedente era costituito solo da DC, PLI, PCI e PDL durò circa 6 mesi. Con le dimissioni di Bonomi, l’incarico venne affidato a Parri che assunse la presidenza del Consiglio come rappresentante del Partito d’Azione il 21 giugno del ‘45. <em>Il nome di Parri fu proposto da Leo Valiani e Rodolfo Morandi come personalità intermedia fra le forze di sinistra e quelle centriste presenti nel CNL (Wikipedia).</em></span></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-family:Verdana;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="padding-left:30px;"><span style="font-family:Verdana;">In effetti, dopo il 25 aprile il primo a prendere l’iniziativa fu proprio <strong>Pietro Nenni </strong>(segretario del partito socialista di unità proletaria), il quale avanzò la propria candidatura alla Presidenza del consiglio. Tre giorni dopo <strong>Alcide De Gasperi</strong> (gà presidente della DC) comunicò il proprio nome in contrapposizione a Nenni. Ci subito una spaccatura all’interno del CNL: i partiti di sinistra appoggiarono Nenni, i moderati De Gasperi. Mentre sui giornali la sfida pareva tra liberali ed azionisti. La forzatura della DC non si concretizzo probabilmente a causa della mancata quantificazione del peso elettorale, mentre il PCI che aveva contribuito in maniera rilevante alla guerra di Liberazione non voleva forzare la mano e si dimostrava disponibile a tutte le ipotesi di governo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="padding-left:30px;">
<p class="MsoNormal" style="padding-left:30px;"><span style="font-family:Verdana;">Il Partito Liberare voleva un ritorno allo stato pre-fascista mentre il Partito d’Azione rivendicava una rottura con il passato ed ad un mutamento profondo dello stato. Il clima è molto delicato, gli americani chiedevo le armi ai partigiani e non erano molto convinti di lasciare loro campo libero come la nuova classe dirigente italiana, considerando anche le umilianti condizioni<span> </span>dell’armistizio dell’8 settembre ed il non riconoscimento di “Alleato” all’Italia, ma solo di cobelligerante. A questo punto la candidatura di De Gasperi rappresentante dei moderati e conservatori cattolici, con l’appoggio di liberali, laicisti quindi della classe media avrebbe provocato una delusione delle masse popolari. La stessa candidatura di Nenni poteva provocare un clima di tensione e conflittualità. Occorreva quindi la candidatura di un uomo della resistenza, estraneo alle ultime vicende politiche pre-fasciste. Il nome era quello di Ferruccio Parri</span></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-family:Verdana;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-family:Verdana;"><span> </span></span></em><span style="font-family:Verdana;">Durante il governo Parri furono affrontanti i primi problemi del dopo guerra, tra cui la <strong>ricostruzione delle infrastrutture</strong> e le <strong>Trattative di Pace</strong>, anche grazie all’operato dell’allora Ministro degli Esteri Alcide De Gasperi. La crisi in seno al governo si riaccese con le dimissioni in massa dei Ministri del Partito Liberale, Parri fu costretto alle dimissioni l’8 dicembre 1945.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Con l’elezione dell’Assemblea Costituente il Partito d’Azione entra in crisi, dovuta anche all’uscita di una personalità come Ugo La Malfa derivata dalla deriva a sinistra del partito.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Il crollo elettorale del Pd’A<span> </span>ne determina lo scioglimento, lo stesso Parri aderisce al Partito Repubblicano Italiano, con cui viene eletto deputato nelle prime elezioni del 1948.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">In disaccordo con la linea del partito sulla Legge Truffa (legge elettorale del 1935), fonda con Calamandrei il movimento Unità Popolare, che non raggiunge il quorum minimo per accedere al Parlamento. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Questo periodo è contrassegnato anche dalla vicenda giudiziaria che vede Parri contro il giornale di destra “<strong>Il Meridiano</strong>” per aver pubblicato un articolo in cui lo accusava di aver complottato e tradito la Resistenza. Il processo, molto seguito in tutto il Paese, vide la presenza di illustri politici come <strong>Longo </strong>e <strong>Pertini</strong>. </span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Gli anni successivi, con l’elezione alla Camera come indipendente nelle liste del PSI, furono segnati da duri attacchi ai governi democristiani. Il presidente della Repubblica <strong>Antonio Segni</strong> lo nominò senatore a vita, morì a 91 anni, nel 1981. Oggi è considerato uno dei grandi padri della Repubblica Italiana. </span></p>
<p><strong>Allegati:</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://sunfree.files.wordpress.com/2008/10/scritti_parr.pdf">Scritti di Ferruccio Parri</a></li>
</ul>
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			<media:title type="html">ferruccio-parri</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>LEGGE ALFANO, BUONA FEDE CATTIVI CONSIGLI</title>
		<link>http://sunfree.wordpress.com/2008/10/02/legge-alfano-buona-fede-cattivi-consigli/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 10:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico un articolo di Alessandro Pace, dal sito dell&#8217;associazione italiana costituzionalisti sul lodo Alfano. Un punto di vista sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio.

(Ma non è il “Court-Packing   Plan!)
Alessandro Pace

Si resta francamente allibiti di fronte alla reazione del Presidente del Consiglio  alla notizia che il Tribunale di Milano, nel giudizio che vede Silvio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sunfree.wordpress.com&blog=2382707&post=82&subd=sunfree&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:left;"><em>Pubblico un articolo di Alessandro Pace, dal sito dell&#8217;associazione italiana costituzionalisti sul lodo Alfano. Un punto di vista sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio.</em></p>
<p style="text-align:left;"><span id="more-82"></span></p>
<p align="center"><strong>(<em>Ma non è il “Court-Packing   Plan!</em>)</strong></p>
<p align="center">Alessandro Pace</p>
<div>
<p align="justify">Si resta francamente allibiti di fronte alla reazione del Presidente del Consiglio  alla notizia che il Tribunale di Milano, nel giudizio che vede Silvio Berlusconi imputato di frode fiscale in relazione ai c.d. diritti Mediaset,  ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, commi 1 e 7 della legge n. 128 del 2008 (legge Alfano) per contrasto con gli artt. 138 e 136 Cost. Da quel che ho letto in più di un quotidiano egli avrebbe detto: «Sono assolutamente convinto che passerà al vaglio della Consulta», ma in caso contrario «servirebbe una profonda riflessione sulla giustizia…».</p>
<p align="justify">Il pensiero del costituzionalista non può non correre alla altrettanto violenta reazione che ebbe il Presidente F.D. Roosevelt dinanzi a due decisioni della Corte Suprema che sembravano mettere in discussione le stesse fondamenta del <em>New Deal</em>. E poiché quattro dei sei giudici che si erano pronunciati per l’incostituzionalità delle leggi volute da Roosevelt erano più che settantenni, egli fece presentare un disegno di legge che poneva gli ultrasettantenni di fronte al seguente dilemma: o dimettersi dalla carica ricoperta oppure sopportare la nomina, da parte del Presidente Roosevelt, di un altro giudice in più. In altre parole, qualora i giudici non si fossero dimessi, la conseguenza sarebbe stata questa: essendo i giudici ultrasettantenni complessivamente sei, la Corte Suprema sarebbe passata da nove a un massimo di quindici giudici. Il che dall’allora <em>Chief Justice</em> venne considerato   catastrofico. Ciò che però fece fallire il <em>Court-Packing Plan</em> non furono i   parlamentari repubblicani all’opposizione, ma fu la reazione, <em>in nome dei principi della Costituzione</em>,   degli stessi senatori democratici guidati dal senatore Burton K.   Wheeler.</p>
<p align="justify">Di ben diverso spessore politico è la legge Alfano. Com’è noto, essa non mira al progresso economico e sociale in Italia, come il <em>New Deal</em> negli Stati Uniti, ma dispone soltanto, alla stregua della precedente legge Schifani (dichiarata incostituzionale con la sentenza n. 24 del 2004), l’improcedibilità temporanea per i processi penali relativi ai «reati comuni» commessi, anche prima del giuramento, dai titolari delle quattro alte cariche dello Stato: tra cui quella ricoperta, ora come allora, dal Presidente Berlusconi.</p>
<p align="justify">Non sto qui a ripetere, per ragioni di spazio, i molti argomenti per cui la legge Alfano non è meno incostituzionale della legge Schifani. Chi lo volesse, potrebbe leggerli in un mio saggio intitolato «<em>”Cinque pezzi facili”: l’incostituzionalità   della legge Alfano</em>» sul sito <span style="text-decoration:underline;">www.associazionedeicostituzionalisti.it</span> .</p>
<p align="justify">Qui vorrei limitarmi a sottolineare un aspetto della   vicenda del lodo Alfano che potrà sorprendere.</p>
<p align="justify">Io ritengo che Berlusconi sia in buona fede nel sostenere la legittimità della legge n. 124 del 2008, così come era certamente in buona fede il Presidente Napolitano che l’ha promulgata, affermando che il suo «unico punto di riferimento è stato la sentenza della Consulta».</p>
<p align="justify">Il guaio è che i consiglieri dell’uno e dell’altro e i pochissimi costituzionalisti che si sono schierati in difesa della legge Alfano si sono basati su due argomenti entrambi errati, magari spinti &#8211; i consiglieri del Cavaliere &#8211; dal desiderio di  compiacerlo.</p>
<p align="justify">Il primo argomento &#8211; e cioè che la Corte avrebbe lasciato impregiudicato il problema della violazione, o meno, dell’art. 138 Cost. &#8211; è davvero un argomento inconsistente. La sentenza n. 24 del 2004 è stata una decisione d’incostituzionalità ai sensi degli artt. 3 e 24 Cost. Orbene, se gli artt. 3 e 24 Cost. hanno costituito il «parametro» alla cui luce è stata dichiarata l’incostituzionalità dell’art. 1 della legge n. 140 del 2003, vuol dire che gli artt. 3 e 24 Cost. si ponevano come «gerarchicamente superiori» alla legge n. 140. Ma se ciò è vero, come è possibile sostenere che la legge n. 140 avesse, in quanto legge ordinaria, la forza normativa necessaria e sufficiente per modificare le norme costituzionali in forza delle quali l’art. 1 cit. è stato  dichiarato incostituzionale?</p>
<p align="justify"><em>Ergo</em>, la Corte costituzionale, sia pure implicitamente, ha risolto anche il problema della necessità della forma costituzionale. Che poi la Corte non l’abbia detto esplicitamente nel dispositivo, non significa nulla, avendo la Corte stessa espressamente sottolineato che «Resta assorbito ogni altro profilo di illegittimità costituzionale». D’altra parte, con riferimento all’art. 3 Cost., la Corte costituzionale non ha forse ribadito più di una volta (prima della sentenza n. 24 del 2004) che il principio d’eguaglianza è un principio supremo dell’ordinamento che non potrebbe essere inciso neppure con una legge costituzionale?</p>
<p align="justify">Secondo argomento. La legge n. 128 del 2008 &#8211; come non si stanca di ripetere il Ministro Alfano &#8211; è venuta incontro a tutti i rilievi critici contenuti nella sentenza n. 24 del 2004. Non è esatto. I suoi consiglieri non sono stati precisi. La legge n. 124 del 2004 reitera infatti l’errore della legge n. 140 del 2003 almeno sotto tre profili: a) perché prevede un automatismo generalizzato nell’applicazione dell’improcedibilità che non tiene conto della diversità delle fattispecie criminose e degli elementi di fatto; b) perché viola il principio della ragionevole durata dei processi, che non è posto a garanzia del solo imputato, ma dello stesse esercizio della funzione giurisdizionale; c)  perché non tiene conto del fatto che la posizione dei Presidenti delle assemblee e del Presidente del Consiglio non può essere diversificata rispetto alla posizione giuridica, rispettivamente, dei parlamentari e dei Ministri. Per cui, fin quando non venga introdotta, con una legge costituzionale, una nuova generale disciplina dell’immunità parlamentare (diversa, ovviamente, dalla sospensione obbligatoria dei processi), l’immunità, ancorché temporanea, dei Presidenti delle assemblee e del Presidente del consiglio dei Ministri per i processi relativi a reati comuni dovrà necessariamente essere la stessa di quella attualmente prevista per i parlamentari.</p>
<p align="justify">Ebbene, se tutto questo fosse stato rappresentato al Presidente della Repubblica, difficilmente egli avrebbe promulgato una legge eversiva del pari trattamento dei cittadini davanti alla legge con riferimento a reati comuni. E, forse, il Presidente Berlusconi, nell’intervista di un paio di giorni fa, non sarebbe trasceso con toni così minacciosi, perché si sarebbe reso conto che, diversamente da quello che gli hanno detto, non ha affatto «ragione da vendere».</p>
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<p>(01 ottobre 2008)</p>
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			<media:title type="html">Andrea Cortese</media:title>
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		<title>Un tributo alla commedia all&#8217;italiana,</title>
		<link>http://sunfree.wordpress.com/2008/09/30/un-tributo-alla-commedia-allitaliana/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 12:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Materiali d'autore]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le cinque colonne portanti della commedia all&#8217;italiana: Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Marcello MastroianniNino Manfredi, Ugo Tognazzi e

Attori geniali, che il cinema di oggi non produce. Sono attori straordinari, amati anche dai giovani.
La storia della commedia italiana è,  per certi versi, la storia del nostro paese. Forse della migliore Italia, quella del &#8220;bel paese&#8221;, delle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sunfree.wordpress.com&blog=2382707&post=79&subd=sunfree&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p><em>Le cinque colonne portanti della commedia all&#8217;italiana: <a title="Alberto Sordi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Sordi">Alberto Sordi</a>, <a title="Vittorio Gassman" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Gassman">Vittorio Gassman</a>, <a title="Marcello Mastroianni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Mastroianni">Marcello Mastroianni</a><a title="Nino Manfredi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nino_Manfredi">Nino Manfredi</a>, <a title="Nino Manfredi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ugo_Tognazzi">Ugo Tognazzi</a></em> e</p>
<p><span id="more-79"></span></p>
<p>Attori geniali, che il cinema di oggi non produce. Sono attori straordinari, amati anche dai giovani.</p>
<p>La storia della commedia italiana è,  per certi versi, la storia del nostro paese. Forse della migliore Italia, quella del &#8220;bel paese&#8221;, delle risate genuine. I primi film prodotti agli esordi della carriera dei Cinque Grandi, sono quelli del dopoguerra. Un cinema senza soldi, film &#8220;fatti in casa&#8221;, in cui l&#8217;unico aiuto era la genialità, senza computer e fotoritocchi,  e l&#8217;unica scuola era il Teatro.</p>
<p>Gli anni &#8216;60 sono già tutt&#8217;altra cosa. <strong>Ugo Tognazzi</strong> partecipa a ben 7 film in nel solo 1960, sono gli anni di &#8220;A noi piace freddo..&#8221;,  &#8220;Baccanali di Tiberio&#8221; con la regia di Simonelli, l&#8217;ideatore di &#8220;Franco e Ciccio&#8221;.</p>
<p><strong>Alberto Sordi</strong> racconta l&#8217;Italia del traffico automobilistico e la parodia dei vigili urbani, con <em><a title="Il vigile" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_vigile">Il vigile</a></em>, regìa di <a title="Luigi Zampa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Zampa">Luigi Zampa</a> (nel ruolo di Otello Celletti). Mastroianni intanto esordiva con un film che resterà nella storia del cinema, <em><a title="La dolce vita" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_dolce_vita">La dolce vita</a></em> di <a title="Federico Fellini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Fellini">Federico Fellini</a> (1960).</p>
<p><strong>Nino Manfredi </strong>racconta invece la figura dell&#8217;impiegato tipo in <em><a title="L'impiegato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27impiegato">L&#8217;impiegato</a></em>, regìa di Gianni Puccin, allora la critica parlava di &#8220;equilibrio nella commedia&#8221;.</p>
<p>Il 1960 della commedia rappresenta degnamente il benessere del popolo italiano, nelle varie sfacettature.</p>
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			<media:title type="html">cinema</media:title>
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		<title>Due discorsi di Gaetano Salvemini</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 13:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Materiali d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[ernesto rossi]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano salvermini]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto questa registrazione molto interessante dal sito di RadioRadicale.it, sono due discorsi di Gaetano Salvemini a cura di Ernesto Rossi 
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<p><strong><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/218130/due-discorsi-di-gaetano-salvemini-a-cura-di-ernesto-rossi">CLICCA QUI</a></strong></p>
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