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Archive for the ‘Biografie’ Category

Guardo Parri. Come il suo viso fine, pallido incorniciato da una barba di venti giorni, spira nobiltà. Parri è la mia seconda coscienza, il mio fratello maggiore. Se la prigione non mi avesse dato altro, la sua melanconica amicizia mi basterebbe. Questi uomini alti e puri sono tristi, terribilmente tristi e solitari. Scherzano, ridono, amano come tutti gli altri. Ma c’è nel fondo del loro essere una tragica disperazione una specie di disperazione cosmica. Fino alla conoscenza di Parri, l’eroe mazziniano mi era apparso astratto e retorico. Ora melo vedo steso vicino, con tutto il dolore del mondo ma anche tutta la morale energia del mondo, incisa sul volto (Fuga in quattro tempi, Almanacco Socialista, 1931) (altro…)

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calamandrei.jpg

Piero Calamndrei nasce a Firenze il 21 Aprile del 1889, discendente da una famiglia di noti giuristi toscani, fu professore universitario e deputato repubblicano nel 1908. In seguito alla laurea, conseguita con risultati eccellenti, divenne professore di diritto processuale civile all’Università di Messina a soli 26 anni e successivamente a Siena.

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arfe.jpgGaetano Arfè è merdionale, di Somma Vesuviana, uno dei “mega paesi” che circondano il Vesuvio. Un socialista vero e autentico, fa parte della Napoli di Croce di Calamandrei, e Napolitano. Antifascista e partigiano, dopo la guerra si iscrisse al PSI, ultimamente è stato eletto al Parlamento Europeo aderendo al PSE. E’ morto il 13 settembre 2007.

In questi giorni il neonato Istituto Gaetano Arfè ha proposto un primo seminario di studi nazionale sul socialismo. Ad annunciarlo ieri il presidente dell’istituto, Ciro Raia. Fanno infatti parte del comitato tecnico scientifico del nuovo centro studi personalità di spicco delle forze politiche di sinistra, quali Fausto Bertinotti, Enrico Boselli e Pietro Folena.

Di seguito un articolo autobiografico scritto per Giustizia e Libertà.

Giustizia e Libertà:la storia di uomini che non trionfarono mai, ma che non furono mai vinti

di Gaetano Arfè

Ho dato inizio alla mia milizia politica nel 1942 aderendo a un piccolo gruppo clandestino di ‘Italia Libera’, che faceva capo a un libraio di Napoli, Ettore Ceccoli, originariamente comunista, amico di mio padre, socialista, devoto al culto di Benedetto Croce, frequentatore abituale della sua libreria. Con Croce egli mi procurò un incontro nel corso del quale ebbi preziosi consigli, scrupolosamente seguiti, di letture risorgimentali, tra cui lettere dal carcere di Silvio Spaventa: l’idea dell’antifascismo come ‘secondo Risorgimento’ mi è venuta, precocemente di là, quando mi trovai anch’io a fare un breve assaggio di galera.

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Per motivi di tempo, non ho potuto scrivere una mia biografia su Carlo e Nello Rosselli, padri fondatori del socialismo liberale, con il movimento Giustizia e Libertà, delinearono molti punti fermi per l’adozione dei futuri programmi politici della Repubblica. Personalmente, credo posso essere annoverati anche se indirettamente trai i “fondatori ideologici” di molti importanti principi costituzionali. Questa biografia, completa ed approfondita è tratta dal sito ufficiale dell’archivio rosselli Rosselli. (http://www.archiviorosselli.it)

(nella foto Carlo e Nello Rosselli)

Antifascista militante, teorico del Socialismo liberale, fondatore del movimento “Giustizia e Libertà”, ucciso con il fratello Nello nel 1937 in Francia su mandato del regime fascista italiano.

Carlo Rosselli – all’anagrafe Carlo Alberto – nasce a Roma il 16 novembre 1899 e muore Bagnoles-de-l’Orne il 9 giugno 1937. iglio di Joe e di Amelia Pincherle; sposa il 24 luglio 1926 a Genova Marion Catherine Cave; figli: Giovanni Andrea (John, Mirtillino), Amelia (Melina), Andrew (Aghi).
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ernesto_rossi.jpgEnrnesto Rossi nasce nella mia città, Caserta, nel 1987, dopo aver fatto il servizio militare come volontario sul fronte del primo conflitto mondiale, rientrò nella vita civile. L’Italia del primo dopo guerra era un paese profondamente scosso dal punto di vista sociale ed economico, con una classe politica di tendenza liberale. Erano gli anni della fine del Governo Orlando e l’inizio di quello di Francesco Saverio Nitti. Rossi era spinto, come voleva anche il clima dell’epoca, da un contrasto verso quella classe politica e da un forte nazionalismo e idealismo, che lo portò ad avvicinarsi a Mussolini, collaborando con il giornale “il popolo d’Italia”.

Fondamentale fu la conoscenza di Gaetano Salvemini, “Se non avessi incontrato sulla mia strada”… che mi ripulì il cervello da tutti i sottoprodotti della passione suscitata dalla bestialità dei socialisti e dalla menzogna della propaganda governativa, sarei facilmente sdrucciolato anch’io nei Fasci da combattimento”

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